Il marito e le due figlie maggiorenni di una sig.ra di 56 anni che è deceduta in ospedale si rivolsero a noi in quanto a loro giudizio la morte della suddetta signora era da ricondursi ad una inadeguata prestazione effettuata dai sanitari dell’Ospedale.

TIPO DI ERRORE

DANNO CAUSATO

€ 550.000,00

DURATA

1 ANNO

STORIA DEL CASO

casi malasanità e risarcimentiIl marito e le due figlie maggiorenni di una sig.ra di 56 anni che è deceduta in ospedale si rivolsero a noi in quanto a loro giudizio la morte della suddetta signora era da ricondursi ad una inadeguata prestazione effettuata dai sanitari dell’Ospedale.

Il marito ci raccontò (come documentato dal certificato del pronto soccorso) che accompagnò la moglie al Pronto Soccorso in quanto ella si trovava in un accentuato stato di nausea, con un respiro affannoso e con un dolore localizzato nella zona addominale e dorsale. La signora venne tenuta in osservazione per un paio di ore e poi fu rimandata alla propria abitazione, nelle ore successive la suddetta situazione non venne a mutarsi per cui il marito nella notte accompagnò la moglie nuovamente al Pronto Soccorso.

Venne tenuta in osservazione per un breve periodo poi venne d’urgenza trasferita in sala di rianimazione in quanto stava perdendo i sensi ma poco dopo morì. Dalla autopsia richiesta dai famigliari venne diagnosticato che il decesso fu causato dalla rottura di un aneurisma dell’aorta addominale.

Dall’analisi della documentazione venne dichiarato dai ns.consulenti che vi fu una grave negligenza da parte dei sanitari che in primis non effettuarono un adeguato controllo diagnostico sulla sintomologia riferita dalla paziente e non vennero effettuati i dovuti accertamenti diagnostici.

La parte avversa sin dalla prima richiesta messa in atto dal ns. Legale negò la sussistenza di una propria responsabilità e di conseguenza si decise di adire giudizialmente con la promozione di una causa.

La causa però fu interrotta in quanto dopo l’espletamento della perizia di C.T.U. che si concluse favorevolmente per i ns. Clienti, la parte aversa si dimostrò disponibile per trovare una risoluzione transattiva della vertenza.

La transazione si concluse con l’accettazione da parte degli aventi diritto della somma complessiva di €550.000 al netto degli onorari.