Anche questo caso riguarda l’ottenimento di un risarcimento del danno permanente biologico riportato da un bimbo durante la fase assistenziale elargita dopo la nascita in un reparto di neonatologia.

TIPO DI ERRORE

DANNO CAUSATO

€ 1.100.000,00

DURATA

3 ANNI

STORIA DEL CASO

Anche questo caso riguarda l’ottenimento di un risarcimento del danno permanente biologico riportato da un bimbo durante la fase assistenziale elargita dopo la nascita in un reparto di neonatologia.

La Signora X, gravida alla 34 ^ settimana venne accompagnata all’alba presso il proprio Ospedale in quanto durante la notte sentì che si stavano manifestando le prime doglie del parto. Quando la stessa venne ricoverata venne portata in sala travaglio in quanto le venne riscontrato che era già in atto una certa dilatazione. Vennero effettuati i tracciati cardiotocografici che non evidenziarono anomalie del battito fetale, venne effettuato un parto naturale ma si manifestarono nel neonato dei sintomi per cui venne accompagnato immediatamente nel reparto di Neonatologia.

Dopo aver analizzato tutta la documentazione i ns. Consulenti espressero un parere di fattibilità della pratica in quanto si poteva dimostrare la sussistenza di un comportamento negligente da ascriversi a carico dei sanitari del reparto di Neonatologia.

Venne richiesto il danno da parte dl ns. Avvocato incaricato e dopo aver contattato la parte avversa trovò la disponibilità della stessa per ricorre all’A.T.P. (ACCERTAMENTO TECNICO PREVENTIVO).

Fu una scelta giusta in quanto con la disponibilità manifestata dalla parte avversa si poteva evitare una cospicua lungaggine di tempo che di sicuro si sarebbe prospettata con la promozione della causa.

Dopo circa 75 giorni si ottenne l’esito della relazione del C.T.U. che concluse con la sussistenza di una negligenza medica con particolare riferimento al comportamento dei sanitari del reparto di neonatologia comportamento che conclamò la sussistenza di una grave invalidità permanente neurologica conseguente ad un processo di asfissia neonatale.

La pratica trovò una risoluzione transattiva con l’accettazione da parte dei Clienti di una somma offerta a titolo di risarcimento di € 1.250.000,00.