Nuovo grave caso di malasanità a Milano, un sessantenne è deceduto all’ospedale San Camillo di Roma due giorni dopo un trapianto di cuore avvenuto all’ospedale San Raffaele di Milano. A darne la notizia sono stati Il Messaggero e La Repubblica, che denunciano una gravissima disattenzione medica, poichè ad essere trapiato è stato il cuore di un uomo deceduto per infarto.
Ma il direttore dell’unità di cardiochirurgia del San Camillo dichiara che il donatore fosse un uomo di 46 anni deceduto il piscina e porto dovo aver riportato un grave danno cerebrale.
Presso il San Raffaele, dichiara ancora lo stesso medico, sono stati effettuati esame ecocardiografico e coronografia che avevano dato esito normale, dimostrando le perfette condizioni del cuore.

Il direttore ha anche aggiunto che non risultavano particolari farmaci assunti dal donatore che potessero segnalare un problema cardiaco. Il cuore agli esami medici quindi era perfettamente funzionate e rispettava tutte le linee guida standard, denuncia insomma che tali notizie non rispondano a verità.

A seguito della diffusione di tale notizia il Ministro della Salute però dichiara che se la cosa fosse vera si tratterebbe di una vicenda “gravissima e inaccettabile”, sempre il Ministro sottolinea come la procedura dei trapianti in Italia sia una delle migliori al Mondo e che per approfondire la questione saranno attivate delle procedura di verifica.

Il direttore del Centro Nazionale trapianti (Cnt) Alessandro Nanni Costa ha detto che i medici non hanno commesso alcun tipo di errore, dando la coronarografia risultati di tipo normale. Il cuore in base agli esami aveva dato solo esiti positivi e risultava in condizioni ottimali.

A non essersi ancora esposti sono i legali dei famigliari della vittima. Attualmente sta indagando sulla vicenda la procura di Roma, attraverso una consulenza medico legale, ma ciò che è risultato da primi esami è che il cuore del paziente donatore non era affatto idoneo al trapianto. Tale accertamento è inserito nel fascicolo inviato dai pm di piazzale Clodio al colleghi della sede di Milano. Sempre la procura ha ora aperto un fasciocolo per “omicidio colposo” destinato alla produra di Milano, piochè l’errore medico si sarebbe consumato al San Raffaele di Milano.

Ora non ci resta che attendere i successivi esami del caso.