Storie di Malasanità
Malasanità a Portogruaro: 8 indagati per il neonato nato morto
Il caso del neonato partorito senza vita lo scorso 10 gennaio all’ospedale San Tommaso dei Battuti di Portogruaro entra nel vivo della fase istruttoria. La Procura di Pordenone ha formalmente iscritto nel registro degli indagati otto sanitari, configurando un’ipotesi di cooperazione in omicidio colposo e lesioni colpose.
Per chi si occupa di responsabilità professionale medica, il dato più rilevante di questa vicenda non risiede solo nell’evento avverso in sala parto, ma nell’estensione delle verifiche all’intera linea temporale della gestione clinica.
La ripartizione delle responsabilità
Il pool di indagati, composto da sei ginecologi e due ostetriche, è stato individuato seguendo due filoni distinti:
- Cinque professionisti hanno gestito il monitoraggio della gestante durante l’intera gravidanza (esami di routine e screening).
- Tre operatori erano in servizio presso il punto nascita di Portogruaro durante le fasi critiche del travaglio.
Questa distinzione suggerisce che la Procura stia indagando non solo su un eventuale errore esecutivo durante il parto, ma su una possibile omessa diagnosi prenatale o su una sottovalutazione di fattori di rischio che avrebbero dovuto orientare diversamente la strategia terapeutica.
I quesiti periziali: sofferenza fetale e condotta alternativa
L’incarico conferito al collegio medico-legale ricalca i pilastri della consulenza in malasanità. Agli esperti è stato chiesto di accertare:
- L’epoca del decesso: stabilire con precisione se si tratti di morte intrauterina o avvenuta durante il travaglio.
- La rilevabilità del danno: se i monitoraggi e le ecografie eseguiti fossero idonei a evidenziare una sofferenza fetale o anomalie cardiache (inizialmente ipotizzate ma non ancora confermate dai referti).
- La condotta alternativa doverosa: verificare se, alla luce delle evidenze cliniche, l’esecuzione di un parto cesareo d’urgenza o un intervento terapeutico preventivo avrebbero potuto, con alta probabilità logica, evitare l’evento infausto.
Il nodo della documentazione clinica
Dalle prime informazioni emerge un paradosso tipico di molti contenziosi: una gravidanza apparentemente fisiologica e priva di malformazioni diagnosticate che sfocia in un esito fatale. In questi casi, il fulcro del contenzioso si sposterà sulla correttezza della compilazione della cartella clinica e sull’aderenza alle linee guida ministeriali per il monitoraggio della gravidanza a termine.
La famiglia punta a chiarire se vi sia stata una carenza informativa o una negligenza nella gestione di una patologia silente che i protocolli standard avrebbero dovuto intercettare.
In casi di sospetta malasanità neonatale come in questo caso, la complessità delle perizie richiede una competenza specialistica multidisciplinare. Per le famiglie coinvolte in simili tragedie, avere al proprio fianco consulenti esperti come Gruppo Sanititan rappresenta il primo passo fondamentale per ottenere quella chiarezza che solo un’analisi medico-legale d’eccellenza può garantire.
Comments are closed





